Dal primo gennaio 2011 cancellate le leggi sui cibi avariati

15 gennaio 2011
By redazione
Cibi - da Youtube

Cibi - da Youtube

Tutti abbiamo letto delle mozzarelle blu, provenienti dall’estero, e dei tanti cibi avariati che ogni giorno vengono rintracciati dai Nas. Per chi vende cibi andati a male c’era fino alla fine del 2010 la legge sulla Tutela degli alimenti (la numero 283 del 30 aprile 1962) che prevedeva una pena con anche l’arresto da tre mesi a un anno (la multa arrivava fino a 46 mila euro). Con il nuovo anno tutto questo, semrebrerebbe, non ci sia piu’.

L’ennesimo dispaccio di wikileaks rivela che la mafia esporta cibi avariati: la sofisticazione degli alimenti è un business molto redditizio per la criminalità organizzata.
Polli e maiali alla diossina continuano a mietere vittime in Germania e Gran Bretagna. Anche in Italia abbiamo avuto il primo morto per influenza A.

Periodicamente leggiamo che i NAS, nucleo antisofisticazione dei carabinieri, mettono i sigilli a qualche ristorante o negozio di alimentari perché la merce è scaduta o conservata male e quindi nociva per i clienti.

Secondo la legge per la tutela degli alimenti, datata 1962, chiunque trasgredisce incorre in una sanzione pecuniaria fino a 46.000 euro e/o nella detenzione da 3 mesi a un anno.
Questi trasgressori giocano scientemente con la salute di persone inconsapevoli, che sono costrette a fidarsi. Rifanno il look ad alimenti che, invece di stare sulla bancarella o nel banco frigo del supermercato, dovrebbero finire dritte nel cassonetto della spazzatura.

Come agiscono questi signori?
Basta cambiare l’etichetta e alimenti scaduti ritornano sul mercato. Un condimento saporito nasconde il cattivo sapore di carni e pesci andati a male. E questi sono i rimedi più banali.
I criminali (perché di criminali si tratta, dal piccolo bottegaio al mafioso incallito sono tutti sullo stesso piano, in questo frangente) più esperti e con maggiori mezzi si dotano delle attrezzature necessarie per intervenire chimicamente.

Con l’ausilio di conservanti e coloranti l’olio si fa senza olive, l’aceto diventa vino pregiato, la carne marcia riacquista un colore invitante, dalla farina scompaiono i vermi. Perfino la mozzarella acida riacquista freschezza. Tutto a scapito della salute del consumatore.
Per non parlare della mancanza di igiene con cui viene trattato il pesce, che diventa preda di virus e parassiti e, una volta servito al cliente, è causa di infezioni e intossicazioni, quando non conducono alla morte.

Da oggi tutto questo non è più reato. Avete capito bene. Si può giocare al sofisticatore di cibi, ognuno secondo le proprie possibilità, impunemente.
La legge è stata cancellata grazie a un decreto successivo. Il ministro della salute ha assicurato che rimedierà nel più breve tempo possibile. Ma sappiamo tutti la proverbiale velocità italiana in materia.

Chissà se qualche criminale creativo invece di usare le pallottole, farà fuori le proprie vittime con delle torte alla crema?
Intanto, chi lo fa per mestiere, non avendo più la spada di damocle dei controlli sulla testa, può incrementare gli affari. I comuni mortali, invece, possono togliersi lo sfizio di qualche personale vendetta servendo piccole porzioni di veleno. Tanto non è reato.

da: http://notitiacriminis.blogosfere.it/

Leggi anche un articolo sulle troppe leggi: Tremonti, il nuovo Medio Evo? Meglio cambiare la Costituzione


Taranto – Sequestro di cibo avariato e con le mosche – sett. 2010

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One Response to Dal primo gennaio 2011 cancellate le leggi sui cibi avariati

  1. pardo on 16 gennaio 2011 at 16:55

    Da Repubblica:
    Proprio questa mattina, Guariniello ha sospeso la procedura verso il rinvio a giudizio per due casi, scoperti a Torino, di messa in commercio di pesce adulterato: “Restiamo senza il baluardo che ci permetteva di combattere adulterazioni e contaminazioni”, ha denunciato il magistrato, ricordando che anche “in passato c’erano stati blandi tentativi di depenalizzazione che non erano andati a buon fine. Ma questa non è una depenalizzazione: è un’abrogazione vera e propria. Vuol dire che certi comportamenti diventano leciti”.
    Finora il pm Guariniello aveva continuato a indagare su “mozzarelle blu” e altri fenomeni analoghi grazie a una sentenza della Cassazione, depositata il 31 marzo 2010, che analizzando l’intreccio delle norme stabiliva che la 263/62 restava in vigore fino a dicembre. Il termine, però, ormai è scaduto e adesso, anche se la legge venisse riesumata, i processi si concluderanno con delle assoluzioni in base al principio che devono essere applicate le norme più favorevoli agli imputati.

    Secondo Guariniello è possibile tuttavia che il governo trovi il modo di ripristinare la legge. “Ma il problema – spiega – è che dallo scorso dicembre la 283 è stata di fatto eliminata, visto che non è stata inclusa nello speciale elenco delle norme da salvare. Per questo motivo, in tribunale non può più essere applicata. E gli imputati, in caso di processo, a meno che non vengano contestati anche altri reati, dovranno essere assolti”.

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