Il dispostismo secondo John Locke

16 febbraio 2011
By redazione

Che cosa e’ la tirannia? Sono utili le riflessioni di John Locke per capire meglio anche certi fenomeni che interessano i moderni stati? E c’e’ attinenza con l’Italia?
Ecco il parere di Marcello Frigeri.

John Locke

John Locke

Senza aggiungere o togliere argomentazioni a quelle di John Locke, riporto sul blog ciò che il famoso liberale del ‘600 considerava un governo tiranno e dispotico. Mi limito a dire: fatte le dovute considerazioni, paragonate il Tiranno secondo Locke alla situazione italiana.

“Come l’usurpazione è l’esercizio del potere a cui un altro ha diritto, così la tirannide è l’esercizio del potere oltre il diritto: a ciò nessuno può avere titolo. Essa consiste nell’usare il potere che uno ha nelle sue mani non per il bene di coloro che vi sono soggetti, ma per il proprio separato vantaggio privato. E’ tirannide quando chi governa, a qualsiasi titolo, erige a norma non la legge ma la sua volontà e i suoi ordini e le sue azioni non sono diretti alla salvaguardia della proprietà del suo popolo, ma alla soddisfazioe della propria ambizione. (…) Così quel dotto re [si riferisce a Re Giacomo I, ndr] stabilisce che la differenza tra un re e un tiranno consiste solo in questo: l’uno fa delle leggi i limiti del suo potere e del bene pubblico il fine del suo governo; l’altro subordina tutto alla sua volontà e al suo appetito.

(…) Chiedere come ci si possa proteggere dal danno o dall’offesa da parte del più forte è subito giudicato espressione di faziosità e rivolta [Berlusconi ha così commentato la piazza germita di donne: "mobilitazione faziosa", ndr]. Come se gli uomini, abbandonando lo stato di natura ed entrando in società, avessero convenuto che tutti tranne uno sottostessero ai vincoli di legge; e che quell’uno conservasse ancora tutta la libertà dello stato di natura, accresciuta dal potere e resa incontrollata dall’impunità. Tanto vale pensare che gli uomini sono così pazzi da avere cura di evitare i danni che possono fare loro le faine e le volpi ed essere contenti, anzi pensare di trovare scampo, nell’essere divorati dai leoni.

(…) Ma se questi atti illegali [le malefatte del tiranno, ndr] hanno colpito la maggioranza del popolo (…), io non saprei dire come si possa impedire al popolo di resistere alla forza illegale che viene usata contro di esso“.

da Marcello Frigeri: liberacritica.it


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