Al termine del primo turno, il Partito Socialista (PS) risulta il piu’ votato con il 25 % dei consensi contro il 17 % dell’UMP, il partito del presidente Sarkozy, erede del gollismo con l’aggiunta, dal 2002, di liberali e democristiani (in Europa aderisce al PPE). Il Fronte Nazionale (FN), collocato all’estrema destra, realizza un’inquietante avanzata, con il 15 % dei voti. Forse val la pena di ricordare che per il meccanismo che vige alle elezioni nazionali il FN non ha oggi alcun seggio.
A sinistra Europe Ecologie-Les Verts (EELV) si colloca intorno all’8 %, infine il Fronte della Sinistra (FDG) si attesta sul 10 % dei suffragi.
Per Marine Le Pen, figlia del fondatore del partito e dello stesso attuale leader, ”Questo non è solo un voto di protesta ma un voto di sostegno”.
Facciamo due conti: la sinistra mette assieme il 43%, la destra il 32%. Questo e’ pero’ un conto all’italiana, cioe’ una somma che in Francia non vale. L’UMP infatti in Francia si schiera nettamente contro la destra, reclamando una sua diversita’ sostanziale, basata innanzitutto sui “valori”. Ne e’ nata una discussione all’interno dell’UMP che vede contrapposti il presidente Sarkozy e il primo ministro francese Fillon. Mentre il primo vorrebbe dare per il secondo turno indicazione di non-voto ai suoi elettori, posti di fronte all’alternativa Socialisti-Fronte nazionale, il secondo si smarca dal segretario generale dell’UMP, Jean-François Copé (e da Nicolas Sarkozy), e invita a fare “blocco” con la sinistra contro il FN (politica questa tradizionale in Francia). Sarkozy sostiene la linea dell’astensione perche’ ritiene che ci sia uno spostamento a destra dell’elettorato e quindi si mostra piu’ prudente.
Si diceva dell’UMP e dei “valori”. E questa e’ intanto la prima grande differenza con l’Italia: in Francia si parla di valori e si intende democrazia, ecc., non valori religiosi o altre ideologie. In Francia i preti stanno insomma, storicamente, al loro posto e cio’ accade perche’ lo stato e’ laico, senza eccezioni (come invece non e’ da noi, con i simboli religiosi nei locali pubblici e tutto il resto).
Il FN e’ un miscuglio di posizioni, nel piu’ classico dei tentativi della destra acchiappatutto. Si dice ad un tempo di destra, di sinistra e di centro. Mette al primo posto la patria, ma e’ attento ai problemi “sociali”. Valorizza la famiglia, la religione e le tradizioni e per questo si colloca al centro, almeno secondo l’opinione corrente. Ma forse sarebbe meglio dire che il movimento e’ complessivamente di estrema destra, nella migliore tradizione dell’ultracattolica Action française. Il suo profondo cattolicesimo si estrinseca infatti nell’avversione al liberalismo, allo stato di diritto e allo stato di stampo costituzionale.
E qui veniamo ad una enorme somiglianza con l’Italia. Tutti abbiamo sentito Berlusconi attaccare la magistratura dicendo che “la peggiore delle dittature è quella dei giudici”, attribuendo tale frase ad Alexis de Tocqueville. Ora si da il caso che questa frase e’ di Marine LE PEN.
Ecco che cosa si poteva leggere sui giornali francesi del 7 settembre 2010: “Mettre fin à la dictature des juges”, cioè “Mettere fine alla dittatura dei giudici”. Si trattava di un comunicato stampa proprio di Marine LE PEN. Che cosa vi si chiedeva? Di “affrontare il potere di giudici senza alcuna legittimità che il successo in un concorso amministrativo e la protezione di supporto (déplacée) di un spirito di corpo”, e poi di “mettere fine all’irresponsabilità dei giudici”. Frasi non certo nuove da noi, persino nel blog di Paolo Guzzanti, con poche varianti, sono di casa. Forse sara’ utile ricordare anche che la Le Pen accusa Sarkozy di volere la stessa cosa, solo che gli rimprovera di non mantenere fede agli impegni presi in campagna elettorale (il riferimento e’ alle ultime elezioni presidenziali quando Sarkozy disse piu’ o meno le stesse cose, poi dimenticandosene una volta eletto).
Ecco dunque come stanno le cose. Le destre europee, con varie sfumature sono all’attacco dello stato di diritto, della divisione dei poteri, in nome del POPOLO. Una grande minaccia da cui in Italia non si sa neppure da dove cominciare per opporvisi, visto che a sinistra le idee non sono troppo diverse da quelle della destra (sulla divisione dei poteri, ecc.), a parte le chiacchiere buone per creare finte opposizioni e finti dibattiti.
LPF – (l_pf@yahoo.it)
= Vedi anche Wikileaks: D’Alema: i giudici? La piu’ grande minaccia allo Stato italiano



François Fillon ha assicurato martedì che non ci sarebbe “alcuna differenza” tra lui e Sarkozy. Ed ha aggiunto “Per Sarkozy, la scelta e’ tra astenersi o votare PS”.
Giusto per farsi un’idea di quanto ci prendano in considerazione Francia e Inghilterra: oggi sull’Economist hanno scritto: “L’Italia è fuori dal mondo” leggete l’articolo: http://muscvlvs.blogspot.com/2011/03/una-forza-del-bene.html